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Ma è ancora vero che durante i colloqui di lavoro l’aspetto conta molto? Pare di no: secondo uno studio pubblicato su Personnel Psychology la bellezza non c’entra (o c’entra relativamente). Quello che conta di più è il modo con il quale ci si pone nei confronti degli esaminatori, ed è proprio la fiducia in se stessi che spesso aiuta ad avere la meglio sugli altri candidati.. il linguaggio non verbale. I ricercatori hanno condotto due studi, valutando 300 discorsi di presentazione durante un finto colloquio di lavoro. Nel primo studio, i selezionatori hanno giudicato più positivamente le persone attraenti, ritenendo il loro linguaggio non verbale più efficace. «Volevamo capire se si trattasse solo di un pregiudizio, o se davvero i belli avessero successo sul lavoro perché sono eccellenti comunicatori», spiega Min-Hsuan Tu, a capo dello studio.. Nel secondo studio, i ricercatori hanno chiesto ad alcuni partecipanti di “mettersi in posa” ostentando sicurezza: in piedi, con le gambe separate, le mani sui fianchi, il petto in fuori e il mento in su. Con questa tecnica, anche chi era meno attraente si sentiva sullo stesso piano dei colleghi più belli, perché riusciva a dimostrare di essere sicuro di sé e di avere un’ottima presenza.
L’autostima innanzitutto. Se è vero dunque che le persone fisicamente attraenti sono naturalmente dotate di una buona comunicazione non verbale, anche chi non è oggettivamente “bello” può giocare le proprie carte durante un colloquio di lavoro ponendosi nel modo giusto. Non dimentichiamo, infatti, che la qualità di base, per essere assunti nel lavoro, è un cervello funzionante..

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Redazione articolo a cura di Focus

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