SMETTIAMOLA DI LAMENTARCI, LA PANDEMIA CI HA RESO PIÙ FELICI – SECONDO L’ULTIMO “WORLD HAPPINESS REPORT” SULLO STATO DI FELICITÀ GLOBALE NON SIAMO USCITI COSÌ TANTO DEVASTATI DALL’ULTIMO ANNO E MEZZO COME TENDIAMO A PENSARE: I DATI DICONO CHE È CRESCIUTA LA FIDUCIA IN VICINI, AMICI, PARENTI E NELLO STATO E NELLA SUA CAPACITÀ DI INTERVENIRE – IL LOCKDOWN CI HA IMPOSTO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE FACENDOCI CAPIRE COSA È VERAMENTE IMPORTANTE E SFANCULARE IL SUPERFLUO…

Marino Niola per “Il Venerdì di Repubblica”

 

RAPPORTO SULLA FELICITA RAPPORTO SULLA FELICITA

La felicità è più forte della pandemia. Lo afferma l’economista John Helliwell, professore emerito all’Università della Columbia Britannica di Vancouver. Che ha redatto l’ultimo World Happiness Report sullo stato di felicità globale, con la collaborazione dell’Istituto Gallup.

 

Lo studio appare particolarmente interessante perché i ricercatori non hanno usato dei parametri astratti per definire la soddisfazione ma hanno chiesto alle persone cosa li rende felici. Una volta la felicità era di fatto incalcolabile ma adesso grazie ai big data e a metodi di rilevazione sempre più sensibili alle nostre soggettività, diventa possibile mappare la nostra satisfaction.

 

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Dal rapporto emerge che l’umanità è molto più contenta di quanto si potesse immaginare nella situazione difficile e drammatica che stiamo vivendo. Perché, a dispetto delle previsioni, è cresciuta la fiducia nelle reti di solidarietà comunitarie. Nei vicini, amici, parenti che ci fanno sentire meno soli e meno fragili.

 

Ed è aumentata anche la fiducia nelle istituzioni e nella loro capacità di intervento. È stata soprattutto l’efficacia pervasiva e microfisica dell’intervento pubblico, sia in materia di economia che di salute, ad aumentare la quota di sicurezza percepita dalla stragrande maggioranza delle persone, in Italia e in buona parte dell’Occidente. Con buona pace dei no vax e di coloro che vivono lo stato come un intruso.

 

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Inoltre, il time out della vita imposto dal lockdown ha prodotto una pausa di riflessione. Un ripensamento generale su ciò che veramente conta. Che ha indotto molti di noi ad apprezzare di più ciò che abbiamo, senza inseguire continuamente obiettivi difficili, costosi e faticosi che producono stress, delusione, infelicità. Come dire che le forti emozioni suscitate dalla pandemia hanno fatto un massaggio cardiaco alla società. E hanno risvegliato l’istinto della felicità.

 



Redazione Dagospia