Tragedia a Prato, dove un uomo ha ucciso la moglie di prima mattina e poi si è tolto la vita. Appare come un omicidio-suicidio quello accaduto in via Fabio Filzi nelle prime ore di domenica 5 dicembre, in un appartamento al quinto piano di un palazzo. L’uomo, 72 anni, Flaminio Nucci avrebbe ucciso la moglie, Fiorella Totti 76, con un colpo di fucile, rivolgendo poi l’arma contro di sé.

Sono stati alcuni parenti della coppia a dare l’allarme al 112 non riuscendo a mettersi in contatto con i due. In via Filzi sono arrivati i vigili del fuoco, entrati dentro l’appartamento da una finestra. Si sono così trovati di fronte alla scena dell’omicidio suicidio. L’intervento del 118 è avvenuto poco prima delle otto del mattino.

Ogni tentativo di soccorso per marito e moglie è stato vano. In via Fabio Filzi sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Prato. Al comando delle indagini il tenente colonnello Sergio Turini. Sotto choc i vicini di casa per una vicenda che lascia attonita la città.


L’uomo, meccanico in pensione, ha ucciso la moglie con un fucile da caccia che, come cacciatore, deteneva regolarmente.

Sono stati i carabinieri con la sezione scientifica a eseguire i rilievi nell’appartamento. Aiutati dalle tracce, gli investigatori hanno ricostruito cosa è accaduto nell’abitazione. La donna è stata uccisa mentre era sul divano. Intorno alle 11.30 le salme, a disposizione dell’autorità giudiziaria, sono state trasferite dalla Misericordia di Prato all’obitorio. Il fucile della tragedia è stato sequestrato dai carabinieri per i rilievi. Sequestrate anche altre tre armi che detenute dall’uomo. A coordinare le indagini il pm Valentina Cosci.

Non è stato trovato nessun biglietto che spieghi l’omicidio-suicidio, o almeno al momento non è stato ritrovato. Sembra che Nucci fosse provato dal marzo scorso in seguito a un incendio nel garage di pertinenza della casa della coppia, rogo che aveva causato vari danni e problemi al condominio, uno stabile di sei piani per quattordici appartamenti oltre a uffici.


Secondo quanto riferito da familiari agli investigatori, pare che l’anziano temesse possibili problemi di risarcimenti da parte dell’assicurazione, e per questo avesse accusato stati d’ansia e depressione per i quali sarebbe anche andato in cura. Il rogo si era sviluppato il 5 marzo: a prendere fuoco, in garage, un’auto. Abitazioni e uffici erano stati fatti evacuare e il rientro era slittato per diverse settimane a causa dei lavori di ripristino.