Ornella Vanoni è al cinema con “Senza fine”, il documentario che racconta la sua vita per la regia di Elisa Fuksas.

“Mi manca Lucio Dalla, era brutto ma aveva fascino”

In un’intervista all’edizione romana del “Corriere della Sera”, la cantante spiega il motivo per cui è considerata un’icona: “Perché sono una sopravvissuta, molti colleghi che amavo non ci sono più. Jannacci, Gaber… Ma più di tutti mi manca Lucio Dalla. Pur essendo brutto aveva un fascino estremo. E una marcia in più. Molte ragazze mi fermano: voglio diventare come lei. Intanto bisogna soffrire molto. E diventare felici. E poi lasciarsi andare. Mi diverto e cerco di far divertire gli altri. Se lei mi chiama e io sto facendo la pipì, glielo dico e la faccio aspettare. La libertà è non essere vittime del proprio successo”.

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Lucio Dalla e Ornella Vanoni (Foto Instagram)

“Nella vecchiaia mi sono liberata da tabù e paure”

La cantante ha 87 anni e nessuna paura di morire: “Ci penso, però non ne sono terrorizzata. Sto vivendo una vecchiaia per niente angosciante, mi sono liberata da tabù e paure. Sono spudorata. Da ragazza ero timidissima. Come ho superato l’insicurezza sul palco? Mi dicevano che col mio fisico e la mia faccia era impossibile, mi davano della snob. Un giorno ho capito che ero brava e ho superato la timidezza”.

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Claudio Baglioni e Ornella Vanoni (Foto Instagram)

“Mina è una donna che sessualmente subisce”

Le donne delle sue canzoni sono diverse da quelle cantate da Mina. “Io do voce a donne che se ne vanno, come me, se sto male con un uomo mi strappo un braccio ma non rimango. Mina è una donna che sessualmente subisce”, sentenzia. Per la Vanoni, sensualità “non è il seno di fuori”. “Ci sono persone vestite da capo a piedi che lo sono, la gamba fuori l’ho usata anch’io, ma non è quello”, dice. Si scopre poi che il brano del suo repertorio che più detesta è “L’appuntamento”: “Non capisco perché piace, una sfigata che sotto la pioggia aspetta un amore che non arriva, mah”.

Ornella Vanoni e Roberto Bolle (Foto Instagram)

“Gino Paoli pensava che fossi lesbica, io che lui fosse gay”

La conversazione si sposta sul capitolo “uomini”. Dopo la storia con Giorgio Strehler con cui a un certo punto si sentii “una bambina in un cappotto troppo grande”, arrivò Gino Paoli: “Suonava (male) Il cielo in una stanza. Mi dissero: è un fr0cio (all’epoca non si diceva gay) che scrive cagate. Gli chiesi di scrivere una canzone per me e aggiunsi: ma tu sei fr0cio? No. A me hanno detto che tu sei lesbica. E ridendo ci demmo il primo bacio”.

Cesare Cremonini e Ornella Vanoni (Foto Instagram)

“Avrei voluto stare vicino a mio figlio ma ero sempre via”

Infine, Ornella accenna al figlio Cristiano nato dal matrimonio con Lucio Ardenzi: “Avrei voluto stargli vicino, ma ero sempre via, lavoravo tanto. Sai, vedere tua madre che preferisce un mondo rutilante. Sognava di mettermi sotto con la macchina. Ora grazie al cielo non più”.

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