Dal profilo Facebook di Pha Bioh

francesco merlo francesco merlo

Ieri è stata pubblicata su Repubblica una mia lettera a Francesco Merlo in cui, col mio nome anagrammato e fingendomi un grafico di un imprecisata azienda invece che un ex giornalista di Repubblica, ho raccontato la vicenda lavorativa che mi ha visto coinvolto 3 anni fa. Sono contento che Francesco Merlo, che son sicuro mi perdonerà le petit jeu, abbia definito, anche se inconsapevolmente, le modalità di impiego dell’azienda per cui io lavoravo e per quale lui tuttora lavora “trucchi da precariato eterno”.

 

 

LAVORO, CCA NISCIUNO È FLESSO”

lettera a repubblica lettera a repubblica

Da “la Repubblica”

 

Caro Merlo, sono un grafico di 37 anni. Negli ultimi sei anni ho lavorato quotidianamente ed esclusivamente per la stessa azienda. Ora, invece del contratto da dipendente, mi è stato chiesto di firmare un foglio in cui dichiaro di essere un fornitore esterno, rinunciando a qualsiasi diritto acquisito. Non so cosa fare: firmare e continuare a lavorare da finta partita Iva o dire basta a questo sfruttamento cercandomi un altro lavoro, magari per la consegna del cibo a domicilio?

Tobia Bufera – Vicenza

 

LA RISPOSTA DI FRANCESCO MERLO

Si partì con la flessibilità, che avrebbe reso moderno il mercato del lavoro, e si è arrivati ai trucchi del precariato eterno. Aspetti però di trovare di meglio delle consegne a domicilio prima di andarsene al grido di “Ccà nisciuno è flesso”.

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Redazione Dagospia

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