Un’inchiesta condotta anche grazie alle intercettazioni ha fatto emergere in quali condizioni venivano trattate 25 persone ricoverate in una struttura sanitaria della città pugliese. Le persone coinvolte sono accusate di maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale e favoreggiamento personale.

Maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale. Sono queste alcune delle accuse alle quali devono rispondere 30 persone coinvolte in un’inchiesta che ha svelato come venivano trattati i pazienti psichiatrici in una struttura sanitaria-riabilitativa a Foggia. Secondo quanto si apprende, si tratta di infermieri, operatori sanitari e ausiliari mentre non risultano indagati i vertici.

Foggia Today riporta che le violenze sono avvenute al Don Uva e che sette degli accusati sono finiti in carcere mentre altri otto ai domiciliari. Per altri due indagati è stato deciso il divieto di dimora, mentre è stata eseguita sia questa misura cautelare che il divieto di avvicinamento nei confronti di altri 13. Nei prossimi giorni verranno tutti sottoposti a un interrogatorio di garanzia. Le loro abitazioni e i locali della struttura, invece, sono già stati perquisiti.

L’inchiesta

Le misure cautelari sono state decise al termine di un’indagine coordinata dalla procura di Foggia e condotta in particolare dai militari del Nucleo investigativo della città a partire dall’estate scorsa. Grazie anche all’uso delle intercettazioni, sono emersi numerosi episodi di violenze e abusi commessi su 25 persone in condizioni di incapacità o di inferiorità fisica o psichica: tutte le vittime avrebbero un’età compresa tra i 40 e i 60 anni e sarebbero state ricoverate nel reparto femminile di psichiatria di lunga degenza della struttura. Il quadro emerso viene definito “gravemente indiziario” e tra i resti contestati c’è anche quello di favoreggiamento personale.

Fonte Agi

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