Sorprese a rovistare, sono state imprigionate per alcuni minuti dai dipendenti di un supermercato nel grossetano che hanno filmato la scena e l’hanno postata sui social

Il video diventato un caso

Le immagini sono state trasmesse ovunque. Un video in cui si vedono le due rom chiuse all’interno del gabbione in cui sono disposti i cassonetti, mentre i dipendenti se la ridono e filmano tutto. L’episodio risale a giovedì mattina, quando le donne, sorprese a frugare all’interno dei cassonetti in una zona non aperta al pubblico, sono state chiuse nel gabbione dai due dipendenti, chiudendogli la via di fuga con un muletto. «Non si può entrare nell’angolo rotture della Lidl», dice uno nel filmato, mentre l’altro ribadisce più volte di averle «chiuse in gabbia». Parole sovrastate dalle grida di una delle rom, poi rilasciate non appena terminato il filmato. Un gesto che ha portato non solo alla denuncia da parte dei carabinieri, ma anche ad una presa di posizione durissima da parte di Lidl Italia. «Prendiamo le distanze senza riserva alcuna dal contenuto del filmato che va contro ogni nostro principio aziendale — si legge nella nota — L’azienda sta verificando le circostanze legate al video e si avvarrà di tutti gli strumenti a disposizione, al fine di adottare i provvedimenti necessari nelle sedi più opportune».

ATTENZIONE: le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità
Salvini: «Sostegno legale»

Le reazioni a queste immagini non sono certo mancate. A Follonica, scorrendo le centinaia di commenti sui social, pare spaccata a metà, tra chi rimarca come quelle donne siano volti conosciuti e già più volte denunciate per furti e taccheggio e chi invece condanna senza remore l’accaduto. Anche la politica nazionale e locale sembra sulla stessa lunghezza d’onda. «Io sto con i LAVORATORI e non con le ROM «FRUGATRICI. Ma quanto urla questa disgraziata??? #ruspa», ha scritto intanto il leader della Lega Nord Matteo Salvini in un post sulla sua pagina Facebook annunciando anche che in giornata contatterà i dipendenti «per offrire loro tutto il nostro sostegno, anche legale». «Solidarietà ai lavoratori della Lidl di Follonica che, stufi dei numerosi furti da parte dei rom nel supermercato, hanno catturato una ladra per assicurarla alla giustizia. Stanno subendo una persecuzione inaccettabile, addirittura rischiano il posto di lav oro», ha fatto eco al segretario della Lega, la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi. «Non possiamo più resistere in uno Stato che obbliga le persone a farsi giustizia da soli a causa dei continui tagli al comparto sicurezza e poi li condanna quando lo fanno, lasciando nella più assoluta impunità i veri criminali. Io sto con chi si difende!», conclude Ceccardi.

La replica di Marcucci (Pd) e di Fratoianni (Sinistra Italiana)

«Salvini sta con i dipendenti del supermercato che hanno chiuso le donne rom in un gabbiotto, io sto dalla parte della legge che dovrà appurare i reati commessi da quei dipendenti», ha ribattuto su twitter il senatore Pd, Andrea Marcucci. «Vedere quelle immagini fa davvero schifo. Ma sentire un esponente politico che aspira a guidare il nostro Paese che difende quelle risate e quella stupida azione, mi fa schifo ancor di più . Salvini sei un barbaro, ed è inaccettabile ciò che dici e ciò che scrivi su questo episodio» ha detto il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ospite della trasmissione de La7 Tagadà rivolgendosi al leader leghista in collegamento con la trasmissione. «Rispetto a quanto accaduto a Follonica e soprattutto rispetto alle strumentalizzazioni politiche del leghista Salvini, ci dichiariamo disponibili fin d’ora a fornire assistenza legale gratuita alle vittime di violenza e sequestro nei confronti degli autori di questo odioso reato. A Salvini consigliamo di tenersi lontano dall’incitamento all’odio razziale e dall’istigazione a delinquere che in maniera del tutto irresponsabile ha fomentato fornendo copertura politica e mediatica a gravissimi fatti di reato, amplificandone la diffusione», hanno dichiarato in una nota i deputati di Possibile Pippo Civati e Andrea Maestri.

di Alberto Faetti per il Corriere.it