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PREZZI ALLE STELLE: UN CHILO DI ZUCCHINE COME UNO D’AGNELLO – L'Irresponsabile
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PREZZI ALLE STELLE: UN CHILO DI ZUCCHINE COME UNO D’AGNELLO

PREZZI ALLE STELLE: UN CHILO DI ZUCCHINE COME UNO D’AGNELLO

Mangiare zucchine tutto l’anno ha un prezzo, e non è mai stato alto come in questi giorni. Le gelate e la neve di gennaio hanno fatto impennare le quotazioni degli ortaggi. E non si parla di rincari da poco: il prezzo all’ingrosso delle zucchine scure laziali è raddoppiato, i finocchi italiani sono lievitati di due volte e mezza, per non parlare della lattuga iceberg spagnola, che al Centro agroalimentare di Torino viene venduta a 2,65 euro, contro i 90 centesimi di un anno fa.
Tutti incrementi che le famiglie vivono sulla propria pelle. I milanesi che hanno voglia di melanzane le trovano a 5 euro al chilo al supermercato sotto casa, a Napoli il pomodoro piccadilly vale 7 euro al chilo, mentre una nota catena vende la rucola online a 6,80 al chilo, ma solo perché è scontata del 30 per cento (altrimenti farebbe quasi 10 euro).
“Dal campo alla tavola, il prezzo come minimo triplica nei vari passaggi. Così, aumenti di pochi centesimi praticati dagli agricoltori per la carenza di prodotto o per i maggiori costi diventano significativi per il consumatore”, fa notare Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti. Ed è anche per questo che l’Istat a gennaio ha certificato un’inflazione allo 0,9 per cento, con un più 5,3 degli “alimentari non lavorati”. Le sole verdure sono salite in media del 20 per cento rispetto al primo mese del 2016, fa sapere la Cia-Agricoltori italiani.
Neve e gelo hanno colpito duramente l’agricoltura del Centro- Sud causando danni per 400 milioni, secondo la stima di Coldiretti. Una delle aree più colpite è il Tarantino, che ha subito perdite per 90 milioni. Giuseppe Aloisio, agricoltore di Mottola, ha perso tutto: “La neve ha fatto crollare le mie serre di melanzane, pomodori, peperoni, zucchine. Non sono riuscito a vendere nulla”.

I due orti d’Europa, Italia e Spagna, sono andati in tilt. L’offerta di ortaggi è crollata e i prezzi sono saliti. Fino a dieci giorni fa al Centro agroalimentare di Roma il volume dei prodotti disponibili era circa la metà rispetto al solito. Ora però dal “Car” dicono che “da alcuni giorni la situazione sta tornando normale, i prezzi stanno scendendo”.

E mentre le serre gelavano, il mare in tempesta bloccava anche l’offerta di pesce: “L’ondata di maltempo ha portato a un aumento con punte del 30 per cento rispetto alla media del periodo”, nota Federcoopesca.

Eppure, ci sono rincari che non quadrano. “In molti casi si è trattato di aumenti non giustificati perché legati a prodotti importati da zone non colpite da condizioni meteo critiche”, denunciano le coop dei pescatori. E pure per Coldiretti qualcosa non torna: “Non sono giustificabili incrementi di prodotti già raccolti da tempo, come i kiwi, le mele o le pere”, dice Moncalvo.
Qualcuno, insomma, potrebbe aver approfittato della situazione. “È difficile capire quanto certe dinamiche siano effetto del mercato e quanto della speculazione”, sottolinea Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. La colpa è anche un po’ nostra: “C’è una tendenza a voler consumare le stesse cose tutto l’anno, ma pomodori e zucchine non possono essere coltivati da gennaio a dicembre senza ripercussioni negative su prezzi, qualità e ambiente”, dice Pascale. Secondo lui, un antidoto c’è: “Le verdure di stagione hanno subito rincari decisamente minori, o non ne hanno subiti affatto”. In effetti le carote, che si trovano tutto l’anno, all’ingrosso sono salite da 55 a 65 cent al chilo. Così come conviene passare dalla zucchina alla zucca: ieri al mercato generale costava 75 cent al chilo, contro i 65 di un anno fa.
di Stefano Parola per La Repubblica

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