La Ferrero chiama a convegno gli esperti: la nostra scelta sostenibile e responsabile. Il ministero dell’agricoltura si schiera con l’azienda di Alba, Oliviero: “Contro l’olio di palma c’è chi fa terrorismo”.

Milano, 27 ottobre 2016 – Preoccupati e confusi da un bombardamento di notizie (non sempre corrette) che troppe volte danno vita a quello che Andrea Olivero, viceministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, definisce il “terrorismo della disinformazione alimentare”. Un terrorismo che ha colpito anche l’utilizzo dell’olio di palma (dai prodotti da forno alle merendine, dai cibi pronti ai gelati, dalle creme spalmabili agli snack al cioccolato) e creato la nuova cultura di un marketing che si basa genericamente sul “senza” per rafforzare l’idea che sia cattivo e mostra, secondo Giovani Fattore ricercatore del Cergas (Bocconi) come i temi della salute siano diventati “un’arma impropria per lotte commerciali”.

Nel nome della difesa di un’informazione corretta – che non porti a sostituire prodotti ricchi e buoni con surrogati scadenti – per consentire scelte consapevoli ai consumatori, Olivero ha aperto questa mattina a Milano il convegno ‘Olio di palma: una scelta responsabile basata sulla scienza’. Un incontro organizzato dal gruppo Ferrero – che utilizza da 50 anni l’olio di palma a partire dalla Nutella, la crema spalmabile più famosa e consumata al mondo – per fare chiarezza. Un intervento che coincide con i 70 anni del gruppo fondato da Michele Ferrero (scomparso 20 mesi fa) e diventato quello che è oggi (oltre 10 miliardi di ricavi, la presenza in quasi tutti i Paesi del mondo e un motivo d’orgoglio per l’industria italiana) seguendo, come ha sottolineato l’ad di Ferrero Commerciale Italia, Alessandro d’Este, la costante ricerca della qualità e il rispetto dei consumatori. E questa eticità inizia dalla scelta delle migliori materie prime, dall’olio di palma al cacao e alle nocciole, alle quali saranno dedicati altrettanti momenti di approfondimento mentre da fine novembre lo stabilimento di Alba sarà aperto alle visite per osservare propria la qualità che Ferrero mette da 70 anni nella selezione delle materie prime e nella cura con cui vengono trattate per offrire ai consumatori i migliori prodotti. E la vocazione alla qualità (con il claim “da 70 anni la qualità prima di tutto”) dell’azienda guidata oggi dall’ad Giovanni Ferrero e che vanta i più alti indici al mondo per quanto riguarda la reputazione, non accetta compromessi, neppure sul fronte dell’olio di palma.

Ricavato dalla polpa (riscaldata e pressata) dei frutti della palma Elaeis guineensis, quello di palma è l’olio vegetale più utilizzato al mondo e presente nell’alimentazione umana da diecimila anni. Prodotto per l’83% in Indonesia e Malesia, ha spiegato Alain Rival, direttore per il Southeast Asian Insland Countries del Centro studi francese Cirad, rappresenta “una delle risorse agricole più remunerative nelle regioni tropicali umide e la sua coltivazione ha profondamente trasformato gli stili di vita di quelle regioni”. Solo in Indonesia e Malesia l’olio di palma garantisce un impiego e un reddito a 4,5 milioni di persone. Ma Ferrero sceglie la qualità del suo olio di palma. Come? “Approvigionandoci – ha spiegato sempre d’Este – esclusivamente di olio di palma al 100% sostenibile“. Rispettando innanzitutto gli stringenti parametri della RSPO, l’organizzazione costituita nel 2004 tra gli attori della filiera che certifica la sostenibilità della coltivazione di olio di palma. Non solo dal 2015 il gruppo Ferrero è diventato membro del Palm Oil Innovation Group (POIG), iniziativa che ha l’obiettivo di attivare pratiche innovative ancora più stringenti e vede l’adesione di nove associazioni ambientaliste internazionali tra cui Greenpeace e WWF. Dal 2013 inoltre il gruppo di Alba ha scelto di aumentare ulteriormente il suo impegno per un approvvigionamento responsabile attraverso la Carta Ferrero per l’olio di palma che prevede che i fornitori forniscano olio completamente tracciabile e nella produzione siano rispettati, oltre all’ambiente, anche i diritti dei lavoratori.

Ma la qualità dell’olio di palma usato da Ferrero deriva anche, sempre secondo d’Este, “dai processi di lavorazione effettuati con frutti freschi, a temperature controllate più basse possibili e con la deodorizzazione svolta direttamente .nel nostro stabilimento di Alba”. In questo modo l’olio di palma, molto stabile perché meno sottoposto a processi di ossidazione (elemento da privilegiare nell’uso alimentare, come ha spiegato Giovanni Lercker, docente di Scienze e Tecnologie agro-alimentari all’Università di Bologna), può essere utilizzato senza alterare il gusto degli alimenti, anzi lo esalta, e contribuisce a creare la cremosità e la spalmabilità ideali per una crema come la Nutella. Ma è anche compatibile con le nuove raccomandazioni dell’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare). Del resto al convegno Elena Fattore, ricercatrice dell’Istituto Mario Negri ha spiegato che la “campagna denigratoria sull’olio di palma, basata sul fatto che contenga una percentuale maggiore di acidi grassi saturi non ha alcun riscontro nell’evidenza scientifica” così come non si sono controindicazioni per i bambini. Anzi, ha aggiunto il prof Carlo Agostoni, direttore pediatrico alla Fondazione IRCCS Ca’ Granda-Ospedale Maggiore Policlinico, “l’acido palmitico ha una centralità peculiare nella nutrizione infantile”.

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