Via all’esproprio proletario. L’ex roccaforte rossa di Livorno, amministrata per 60 anni dalla sinistra, si ritrova oggi a fare i conti con un sindaco grillino che ha deciso di adottare misure degne di un regime comunista.

Non è uno scherzo. Nel ventunesimo si parla ancora di requisire le proprietà private e Filippo Nogarin, fedelissimo di Grillo, è uscito allo scoperto mostrando il vero volto dei Cinque Stelle.

Due anni dopo l’elezione, infatti, il discusso sindaco si è trovato ad affrontare l’emergenza dei senza casa in una città messa in ginocchio dalla crisi economica e dove gli sfratti esecutivi per morosità sono centinaia. La lunga lista di famiglie in attesa di una casa popolare ha così spinto il sindaco e la giunta pentastellata a trovare una soluzione. Qual è stata l’idea geniale? La requisizione temporanea degli immobili privati inutilizzati. E così il consiglio comunale ha approvato una mozione, con il voto contrario di Forza Italia e Pd, con cui dà mandato al sindaco in caso di necessità di espropriare edifici e singole abitazioni vuote anche privati.

«Il consiglio comunale impegna il sindaco alla requisizione temporanea degli immobili vuoti e inutilizzati per le emergenze abitative con motivazione di urgenza umanitaria. Laddove possibile con una eventuale indennità di occupazione da parte degli ospitati», recita il testo della mozione, che tra le pieghe nasconde un’altra soluzione, tanta cara ai paladini dell’accoglienza: l’urgenza umanitaria, infatti, riguarda sì gli sfrattati ma anche gli immigrati. «Rientra nelle prerogative del sindaco, che può agire anche in questo modo in caso di emergenza – replica Nogarin alla montagna di critiche Questa mozione approvata rafforza tale capacità operativa del sindaco di intervenire con mezzi eccezionali per governare l’emergenza abitativa». Insomma, per il primo cittadino grillino tutto è legittimo e un provvedimento in stile rivoluzione d’ottobre non deve meravigliare nessuno.

Le opposizioni insorgono. Il Pd e Forza Italia sottolineano che questa misura scatenerà un conflitto con i privati e una sequela di ricorsi. Ma sindaco e giunta difendono con forza la decisione illuminata e, con animo generoso, cercano di blandire le proteste con un «non è escluso un indennizzo da occupazione». Quindi, nessuna garanzia, a prescindere dalla volontà del proprietario. D’altronde, se un sindaco si permette di mettere mano senza scrupoli sulle proprietà private, questo lo dobbiamo anche al fatto che in Italia non vi siano tutele codificate per impedirlo.

Ma il sindaco può davvero procedere con gli espropri? Le associazioni dei proprietari immobiliari hanno seri dubbi e affermano che una misura del genere potrebbe essere facilmente impugnata di fronte al Tar. «Un provvedimento inaccettabile e illegittimo dice il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa – Vediamo come sarà scritto, ma messo così richiama il concetto di esproprio popolare». Concetto che anche la giunta milanese di Pisapia aveva adottato due anni fa nel regolamento edilizio, arrogandosi il diritto di requisire gli immobili privati in degrado, con la scusa del decoro urbano, e utilizzarli per scopi sociali. La situazione livornese è dettata da motivazioni diverse ma, come sottolinea Spaziani Testa, per affrontare l’emergenza abitativa il Comune deve prima occuparsi degli immobili pubblici. Insomma, non solo Confedilizia ma tutte le associazioni sono sul piede di guerra, pronte a far svanire in un’aula di giustizia il sogno sovietico del sindaco grillino.

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