Un fratello che uccide una sorella è già di per sé una triste notizia, quando le motivazioni sono quelle che vi stiamo per dare, diventa letteralmente agghiacciante.

L’OMICIDIO

Lucrezia Di Prima, 37 anni, si trovava a casa dei suoi genitori quando è stata brutalmente assassinata dal fratello Giovanni, di anni 22.

Riguardo la dinamica dell’incidente, la Procura scrive: “Approfittando dell’assenza dei genitori, dopo essersi appostato tra la camera della sorella e il bagno, alla vista della sorella le ha sferrato tre fendenti con un coltello da caccia, provocandole la morte e spingendola nell’immediatezza all’interno della doccia. Con lucida freddezza, il ragazzo ha quindi avvolto il corpo della donna in un lenzuolo bianco e in teli di plastica e, dopo aver trascinato il cadavere per le scale dei tre piani della villetta sino al garage, l’ha caricato sul sedile posteriore della Fiat Panda a lui in uso per poi occultarlo sotto due vecchi materassi nella citata zona di campagna ai piedi dell’Etna”.

Il giovane ha ammesso quasi immediatamente di essere l’assassino della sorella indicando il luogo dove l’avrebbe abbandonata oltre all’arma usata per l’omicidio. Il coltello era nascosto sotto un mobile del garage, perfettamente ripulito.

IL MOVENTE

Dopo l’interrogatorio, nel quale sono emersi tutti i dettagli riguardanti l’uccisione di Lucrezia, sarebbe venuto fuori anche il presunto movente. Di Prima avrebbe ucciso la sorella perché questa aveva chiesto ai genitori dei soldi per poter ristrutturare casa.

Il desiderio del ragazzo era quello di liberare i genitori dal peso di queste richieste che sarebbero andate a gravare sul bilancio familiare.

A seguito delle dichiarazioni, l’avvocato difensore di Giovanni Di Prima ne avrebbe richiesto la perizia psichiatrica.