E’ durato un’ora circa e terminato alle 18 il Consiglio dei Ministri che ha licenziato la legge di Bilancio per il 2017. Uno snodo decisivo per definire le misure economiche del prossimo anno e determinare i parametri dei conti pubblici, che dovranno passare sotto la lente di Bruxelles per l’approvazione dell’Unione europea. Il premier Matteo Renzi ha specificato in conferenza stampa che il governo ha dato il via libera anche al decreto legge che riguarda l’abolizione di Equitalia e lanciato #passodopopasso, ripecorrendo le tappe che hanno portato alla “quarta Manovra che presentiamo”.

Tornando all’uso delle slide, Renzi ha intitolato il primo capitolo della “filosofia” della Manovra 2017 “Una chance a chi ci prova, una mano a chi non ce la fa”.

Competitività. Il primo capitolo cui ha fatto riferimento il premier è la “competitività” e riguarda “20 miliardi di fondi nei prossimi anni”. I cardini sono il piano Industria 4.0 e il superammortamento per chi investe in macchinari e beni strumentali (140%), che sale al 200% per chi investe in tecnologie. “Diciamo agli imprenditori: noi vi diamo gli incentivi, ora tocca a voi mettere i soldi nel Paese”. Nel decreto legge licenziato insieme alla Finanziaria, sono stati stanziati i Fondi per la presidenza a favore delle “Pmi che non riescono ad avere accesso al credito”, ha rimarcato ancora Renzi. A disposizione c’è 1 miliardo sul Fondo di garanzia dedicato alle Piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda le tasse, il premier ha ricordato che l’Ires scende al 24% (dal 27,5% precedente), mentre per i contribuenti quali piccoli negozianti e artigiani c’è la possibilità di accedere ad una tassazione (Iri) al 24% invece della tradizionale Irpef con le aliquote che arrivano fino al 43%.

Sul versante pensionistico, lo stanziamento annunciato è di 7 miliardi sul triennio (1,9 miliardi per il 2017) e portano a confermare l’annuncio dell’intervento sulla quattordicesima per le pensioni basse e all’ormai celebre Ape, l’anticipo pensionistico: “Andare in pensione un anno prima significa rinunciare a poco meno del 5% del proprio stipendio”, ha sintetizzato il premier. Come spiegato nei giorni scorsi ai sindacati, l’Ape prevede infatti – nella versione volontaria – una rata di rimborso del 4,5-5% per ogni anno di anticipo dell’uscita dal lavoro e sarà possibile a partire da 63 anni d’età. Per accedere all’Ape agevolata bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi.

In campo sociale, per il contrasto alla povertà sono attesi 500 milioni in più dai risparmi istituzionali, mentre per Casa Italia e la messa in sicurezza post-sismica si confermano 4,5 miliardi di stanziamenti nei prossimi anni.

E’ stato per primo il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ad annunciare che il Fondo per la Sanità avrà 2 miliardi in più e, come ha confermato la collega Lorenzin, si porta a 113 miliardi (112 miliardi più 1 per assunzioni e vaccini), scongiurando tagli paventati alla vigilia. D’altra parte, il capitolo delle coperture della manovra è rilevante e servono oltre 15 miliardi solo per disinnescare le clausole di salvaguardia ereditate dal passato. Riassumendo gli interventi, Alfano ha parlato di “sostegno alle forze dell’ordine, alla famiglia, ai Comuni che hanno fatto accoglienza” e ancora della chiusura di Equitalia, poi “si rottamano interessi e mora delle cartelle esattoriali, si semplificano e alleggeriscono i regimi fiscali dei piccoli imprenditori, si estende il bonus delle ecoristrutturazioni a condomini e alberghi, ripartono le assunzioni nel pubblico impiego, si realizza la più grande manovra per la competitività (oltre 20 miliardi), grande investimento contro il dissesto idrogeologico e per le bonifiche e depurazioni”.

Sulla Manovra pende la spada di Damocle della trattativa con la Commissione europea per ricevere un ulteriore spazio di deficit/Pil: nella recente nota d’aggiornamento del Documento di economia e finanza, il governo ha scritto un obiettivo del 2% per il 2017, ma ha chiesto e ottenuto dal Parlamento il mandato per spingersi fino al 2,4%. A scaldare le giornate di vigilia c’è poi stata la contrapposizione con l’Upb, l’Autorità sui conti pubblici, che ha criticato la stima di una crescita dell’1% per il prossimo anno, che il governo invece ritiene di poter raggiungere alla luce dei provvedimenti che introdurrà con la stessa Finanziaria.

Per quanto riguarda le misure alla voce attiva della Finanziaria, secondo le ricostruzioni della vigilia – dopo l’annuncio di concorsi per 10 mila nuovi posti nelle forze di polizia e nella sanità – le sorprese dell’ultima ora riguardano la prevista stabilizzazione di 3.000 medici e 4.000 infermieri precari. Entra anche l’inserimento in pianta organica dal 1°settembre del 2017 di 25 mila supplenti delle scuole elementari, medie e superiori.

Repubblica.it