DECRETO DA CORREGGERE

Il dl Agosto non disciplina il caso in cui l’attività balneare sia proseguita da un amministratore giudiziario nominato dal Prefetto al posto di un concessionario colluso con la criminalità

di Sandro Cavaliere e Giovanbattista Tona

Dal bonus baby sitter al reddito di emergenza, tutti gli aiuti prorogati

Il dl Agosto non disciplina il caso in cui l’attività balneare sia proseguita da un amministratore giudiziario nominato dal Prefetto al posto di un concessionario colluso con la criminalità

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Il pacchetto di aiuti anti-Covid per chi gestisce le spiagge non è uguale per tutti. Anzi, rischia di rendere il compito più difficile a chi ha in carico la rinascita delle aree demaniali finite in «cattive acque». Mentre ripristina criteri più favorevoli per determinare i canoni delle concessioni demaniali marittime e sospende i pagamenti per tutti, il decreto Agosto non fa altrettanto per i concessionari sottoposti a procedimenti di prevenzione o colpiti da interdittive antimafia.

Il decreto infatti “dimentica” di disciplinare l’ipotesi in cui l’impresa concessionaria sia proseguita da un amministratore giudiziario o da un commissario nominato dal Prefetto con lo specifico compito di esercitare l’attività economica e i servizi connessi alla concessione demaniale già rilasciata a soggetti pericolosi.

Con il rischio concreto – e sarebbe opportuno che si provveda in sede di conversione del decreto legge – che le disposizioni sfavorevoli si applichino anche alle imprese in amministrazione giudiziaria o sottoposte ad amministrazione straordinaria e temporanea, rendendo più gravosa, o addirittura impedendola per ragioni economiche, la prosecuzione di quell’attività che i provvedimenti dei Tribunali o dei Prefetti volevano invece assicurare.

La stretta ai canoni del 2007 …

Era stata la legge finanziaria 2007 (articolo 1, commi 251 e 252 della legge n. 296 del 2016) a modificare i criteri di determinazione dei canoni delle concessioni demaniali per la gestione di strutture turistico-ricreative in aree ricadenti nel demanio marittimo, nonché delle concessioni per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto.

Prima di quell’intervento, i canoni erano stabiliti in misura fissa “tabellare” secondo i criteri previsti dall’articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto legge n. 400 del 1993 convertito con modificazioni dalla legge n. 494 del 1993. La finanziaria 2007, modificando la disposizione del 1993, ha previsto, accanto al canone fisso, un ulteriore importo variabile commisurato al valore di mercato che, sebbene mitigato per talune categorie di utilizzatori, comportava un aumento del canone complessivo fino al 300 per cento.



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