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“IO E BELEN ERAVAMO COME BONNIE E CLYDE”: CORONA A PROCESSO INGUAIA LA MODELLA ARGENTINA. I SOLDI CHE AVETE TROVATO? CHIEDETE A LEI

“IO E BELEN ERAVAMO COME BONNIE E CLYDE”: CORONA A PROCESSO INGUAIA LA MODELLA ARGENTINA. I SOLDI CHE AVETE TROVATO? CHIEDETE A LEI

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“IO E BELEN ERAVAMO COME BONNIE E CLYDE” – CORONA A PROCESSO A MILANO RACCONTA CHE I SOLDI TROVATI NEL CONTROSOFFITTO DELLA SUA COLLABORATRICE SONO QUELLI DELLE “SERATE TRA IL 2008 E IL 2012”: “CON BELEN TUTTO QUELLO CHE TOCCAVAMO DIVENTAVA ORO, GUADAGNAVAMO CIFRE FOLLI…”

Quando con Belen Rodriguez siamo diventati una coppia mediatica eccezionale, come Bonnie e Clyde, tutto quello che toccavamo diventava oro, guadagnavamo cifre folli”: nell’aula del suo processo a Milano Fabrizio Corona, l’ex re dei paparazzi, coinvolge la soubrette, sua fidanzata per alcuni anni, nel guadagno di una parte di quei 1,7 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto dell’appartamento di una sua collaboratrice. Soldi, racconta ai giudici “che vengono tutti da serate, campagne e lavoro e li ho fatti tra il 2008 e il 2012: in particolare nel 2009, quando con Belen siamo diventati una coppia mediatica”.

Oltre che una sfilata di testimoni (e anche Belen sarà chiamata in aula), anche un ritratto (ma anche un autoritratto) dell’ex agente. Che ai giudici spiega, parlando del periodo tra il 2013 e il 2014: “Facevo questa vita molto, troppo sregolata, facevo uso di sostanze di tutti i tipi, lavoravo poco, facevo pochissimo nero e andavo a divertirmi”.

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Corona è accusato di intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. La pm Alessandra Dolci contesta a lui e alla collaboratrice Francesca Persi quella montagna di contanti nascosti non solo in casa, ma anche (circa 900mila euro) in una cassetta  di sicurezza in Austria. La sua linea difensiva resta la stessa: il ‘nero’ era frutto dei pagamenti delle serate nei locali e delle comparsate nei negozi. “Ho chiesto a Francesca – spiega in aula – di murare quei soldi prima di finire in carcere”. Nel luglio 2016 spiega che con Persi decidono di rompere il muro in cui i soldi sono custoditi, per determinarne la cifra. “Persi prende un martelletto e fa un buco – racconta ancora – e iniziamo a contarli. Contiamo, contiamo e a un certo punto mi viene da ridere. Ma che ci si fa con tutti quei soldi? Arrivati a un milione e quattro ci fermiamo stanchi”. Dopo, aggiunge, “parte dei soldi, che erano pieni di terra, viene messa nei sacchetti della spazzatura”.

Perché darli a Francesca Persi? “Anche se la vedete così ingenua e minuta, lei è una ragazza molto in gamba, i soldi li ha murati lei da sola, senza sapere quanti fossero. Lei ha questo rapporto di amore folle nei miei confronti, mi fidavo ciecamente di lei, so che non avrebbe mai toccato un euro”. Quando la guardia di finanza arriva nell’appartamento e scopre i soldi – sostiene sempre Corona –

“Mi hanno tolto un peso, di quei soldi non sapevo che farmene”. Anche se, aggiunge, “la Dda sperava che ci fossero 500 kg di cocaina in quel controsoffitto e invece c’erano semplicemente soldi”. Quando, a fine settembre 2016, Corona era in affidamento in prova ai servizi sociali e si avvicinava l’udienza decisiva per il suo ritorno in carcere “per me quel nero era diventato un problema immane, se avessi detto ‘Ho nascosto 1,8 milioni cash’ mi avrebbero dato 27 anni”.

E’, come sempre, un fiume in piena Corona in aula: se la prende con il pm del caso ‘Vallettopoli’ Henry John Woodcock (e il giudice Guido Salvini lo riprende dicendogli di evitare “i toni da comizio”), assicura che “se non mi avessero arrestato, con la voluntary disclosure’ di Renzi avrei fatto rientrare dall’estero tutti i soldi e ci avrei pagato le tasse” e prova a anche a dire che “potevo fare la bella vita come Tulliani (il fratello della moglie di Gianfranco Fini, ndr) a Dubai, invece di consegnarmi agli agenti dopo la fuga in Portogallo“.

 

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