“Sono felice, aspettavo questo esito perché sapevo di essere innocente”. E‘ il primo commento dell’ex sindaco di Roma “Ringrazio la giustizia – ha detto visibilmente commosso -, di fronte ad accuse infamanti e a comportamenti dei media e della politica molto pesanti, e’ stata finalmente ristabilita la verità. Desidero ringraziare innanzitutto i miei avvocati, che si sono battuti con passione, dedizione e professionalità”. Marino ha poi aggiunto: “Quanto al mio futuro politico, che molti di voi mi chiedono, devo dire che non e’ questo il momento per prendere decisioni ma e’ invece un momento di riflessione su quello che e’ stato e su quello che verrà”.

Lo sfogo dell’ex sindaco. Durante la conferenza stampa Ignazio Marino ha sparato a zero sul Pd: “Siamo a un anno di distanza dalle mie dimissioni avvenute sotto pressioni politiche e mediatiche davvero gravissime. Un anno fa in questa città, la capitale d’italia, la democrazia è stata lesa e i romani violentati nella loro scelta democratica che avevano fatto alle urne da un piccolo gruppo della classe dirigente che si è rifugiato nello studio di un notaio. Il tutto invece di venire in aula come avviene in tutte le democrazie del mondo”. E ancora: “Ho ricevuto chiamate dall’Europa e dagli Usa e dagli altri paesi che hanno guardato a quanto accaduto con sgomento alla fine ci si è ritrovato con una città in stallo che per un anno ha perso la sua guida amministrativa, che se buona o cattiva deve valutata dai romani. Abbiamo assistito a una parte della nostra classe dirigente che si incolla alle poltrone, mentre quelli bravi se ne vanno. Queste sono azioni che paga tutto il paese, perchè accadono nella capitale d’italia. Qualcuno si guardi allo specchio per pensare se ha veramente la statura dello statista”.

Le reazioni. ” Quando avevamo condannato l’episodio degli scontrini speravo che Marino dimostrasse la sua innocenza. Sono contento che sia stato assolto. Noi non abbiamo mai chiesto le dimissioni di Marino per la vicenda degli scontrini, voglio ricordarlo, ma per la sua totale incapacità di gestire la città di Roma”. Così il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini. Secondo Stefano Fassina invece “in tanti dovrebbero scusarsi con Alemanno e Marino, con quest’ultimo in particolare chi nel Pd pose fino al suo mandato con le firme dal notaio. Dovremmo aprire una riflessione sullo stravolgimento degli assetti politici e istituzionali, oltre che della vita delle persone, determinato dagli interessi politici ed economici che alimentano il circuito mediatico e giudiziario.

Roma.Repubblica