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AZZURRO JIHAD – L’EX CAPITANO DELLA NAZIONALE UNDER 19 ITALIANA ERA PRONTO A COLPIRE L’AEROPORTO DI ORIO AL SERIO

AZZURRO JIHAD – L’EX CAPITANO DELLA NAZIONALE UNDER 19 ITALIANA ERA PRONTO A COLPIRE L’AEROPORTO DI ORIO AL SERIO

agosto 4, 2016
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Cristiana Lodi per “Libero Quotidiano”

Vestiva la maglia azzurra con la bandiera italiana cucita sul petto. E della squadra Nazionale under 19 di cricket è stato anche capitano. Sportweek, il settimanale della Gazzetta dello Sport (il giornale più letto in Italia) gli ha dedicato un servizio e raccolto un suo commento: «La Lega vorrebbe eliminarci anche dalla squadra di cricket: non le interessa che ci integriamo, che facciamo quello che fanno i padani», dichiarava con certo sdegno.

La maglia della Nazionale, il presidente del Kingsgrove Milano che lo accoglie come una padre adottivo, il lavoro da magazziniere in un negozio Decathlon, apprendista snowboarder insieme con gli amici italiani (lui che viene dal Kashmir) e (nel tempo libero) autista volontario sul pulmino dei disabili: eccolo l’ identikit dell’ aspirante attentatore che abita a casa nostra.

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FAROUQ AFTAB E LA NAZIONALE UNDER 19 DI CRICKETFAROUQ AFTAB E LA NAZIONALE UNDER 19 DI CRICKET

Eccolo Aftab Farooq, l’ insospettabile 26enne che secondo l’ accusa era pronto a colpire l’ aeroporto di Orio Al Serio (Bergamo), il terzo scalo d’ Italia con oltre 10 milioni di passeggeri. Eccolo il cittadino venuto dal Pakistan 13 anni fa per integrarsi a Vaprio D’ Adda (Milano) e poi giurare fedeltà al califfo Abu Bakr al Baghdadi.

Integrato, mimetizzato al punto da far dire al presidente del Kingsgrove Milano, Fabio Marabini: «Non avrebbe mai fatto del male a una mosca. Era diventato capitano della Nazionale proprio perché era una persona affidabile. Certo, si era fatto crescere la barba e i capelli, ma questo non significa essere terroristi».

FAROUQ AFTABFAROUQ AFTAB

Aftab Farooq, il ragazzo che «non avrebbe mai fatto male a una mosca» stando a chi dice (o forse crede) di consocerlo bene, in realtà ripeteva ad alta voce la formula di affiliazione allo Stato islamico. Lo faceva guardando un video confezionato dalla propaganda dell’ Isis: «Giuro fedeltà ad Al Baghdadi, voglio uccidere davanti a lui, voglio difendere il Corano». Stando ai magistrati e all’ Antiterrorismo, era pronto al martirio e si preparava a colpire un’ enoteca: «Mettiamo una bomba o spariamo col kalashnikov», si legge nei brogliacci delle intercettazioni.

Ieri, Aftab Farooq, espulso da Vaprio D’ Adda e dall’ Italia su ordine del ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, era in viaggio verso Islamabad. Con tanto stupore e incredulità da parte di chi lo ha conosciuto e aiutato in Italia, per 13 anni.

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