Nella trasmissione de “Le Iene Show”, Luigi Pelazza, uno egli inviati storici del programma, torna ad occuparsi di un caso delicato relativo al traffico di armi. Pelazza dimostrerà come sia davvero semplice riuscire a dotarsi di un’arma con pochi euro. Non solo pistole ma anche armi più grandi del calibro di kalashnikov vendute dai trafficanti e che riescono così a raggiungere senza grossi problemi anche l’Europa. Un reportage interessante e che apre molti quesiti sulle organizzazioni dedite al traffico di armi e purtroppo sempre più presenti anche in Italia, soprattutto al Sud. E’ degli ultimi giorni, ad esempio, la notizia di un fermo di indiziato di delitto a carico di nove persone a Palmi, Reggio Calabria, ritenute responsabili, tra i vari reati, anche di traffico di armi. La trasmissione Le Iene ha sciolto un ulteriore dubbio legato a questa tematica, ovvero come le armi che giungono da Sarajevo riescono ad entrare indisturbate in Europa eludendo qualunque tipo di controllo.

Gli anni ’90 e la guerra dei Balcani: che fine hanno fatto le armi?

I documenti storici e delle autorità portano dritto a Sarajevo, in Bosnia, dove gli armamenti sono finiti in mano a terroristi e criminali di tutta l’Europa.

Il servizio di Luigi Pelazza, inviato de Le Iene Show, ci mostra come in realtà sia molto semplice reperire qualsiasi tipo di armi per poche centinaia di euro. A venderle sono i trafficanti e non si fanno distinzioni fra pistole, bombe a mano, fucili e persino kaalashnikov. La Iena è riuscita anche ad incontrare uno dei trafficanti e ad ottenere delle informazioni importanti grazie alla sua copertura. Ignorando, infatti, la sua identità, l’uomo ha confermato che in Europa i kalashnikov “vanno da 2.500 a 3.000 euro” ed ha rivelato di averne venduti 100 fucili appena due settimane prima, in Olanda. “Li nascondo dietro le pallet di legno (i bancali di legno, ndr)”, continua, “li metti con la colla e carichi”. Il mezzo usato per il trasporto è molto semplice: un furgone. L’accortezza sta tuttavia nel cambiare veicolo durante il trasporto, in modo da far perdere le proprie tracce. Le armi finirebbero poi in Marocco, Africa, Turchia e molte altre Nazioni. Il pagamento in questo caso non avviene nemmeno con i soldi: basta la droga. “Un chilo me lo dà per due kala”, afferma ancora, sottolineando come Sarajevo sia il centro nevralgico dello smistamento di armi per tutta Europa.

 Il dubbio può venire subito. Come fanno le armi ad arrivare in Europa e ad oltrepassare quindi i controlli?

L’inviato di Le Iene Show raccoglie a questo punto un’importante rivelazione. L’uomo infatti afferma che esistono due frontiere “libere”, ovvero prive di metal detector. Sono le uniche che si possono usare in tranquillità per il trasporto di armi, mentre le altre sono troppo sorvegliate. “Se mi beccano le armi con lo scanner? Se le sai nascondere no”, continua il trafficante. Rimarrebbe il problema dei cani, ma l’uomo rivela che in realtà basta usare uno di quei prodotti per eliminare gli odori organici, di quelli che usano di solito i proprietari di animali domestici. A causa di quello spray infatti, il cane si sposta perché non lo sopporta e così si è liberi di andare.

L’ultima domanda dell’inviato ci riguarda: e se si volessero trasportare le armi in Italia? Anche in quel caso, assicura il trafficante che afferma di fare questo “mestiere” da 15 anni, basta passare per le frontiere più sicure: Bornia, Croazia, Trieste, Lubiana, Slavonski Brod e Maribor.

ILSUSSIDIARIO.NET